Da dove proviene il gas radon
Il Radon è un gas radioattivo incolore e molto volatile proveniente dal decadimento nucleare del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio, naturalmente presente nel terreno e nelle rocce soprattutto di origine vulcanica, nell’acqua, nelle tombe e nei materiali impiegati nella costruzione. Negli ambienti confinati può accumularsi raggiungendo concentrazioni tali da divenire una rilevante fonte di rischio per la salute.
Sulla base di numerosi studi epidemiologici, il radon è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC-OMS) come cancerogeno per l’uomo di Gruppo 1, rappresentando la seconda causa di cancro ai polmoni subito dopo il tabacco. Per la maggior parte delle persone, la principale esposizione al radon avviene in casa, nei luoghi di lavoro e nelle scuole, poiché si diffonde dal suolo o dai materiali di costruzione e raggiunge l’interno dell’edificio attraverso le fessure, gli attacchi delle pareti al pavimento, i passaggi dei vari impianti elettrici, termici o idraulici.
I livelli di radon variano in funzione del periodo del giorno e dell’anno, pertanto sono necessarie misure a lungo termine per potere ottenere una media delle fluttuazioni temporali. Negli ambienti confinati lavorativi o con permanenza di persone situati nel piano seminterrato e interrato (es: laboratori, cucine, taverne, enoteche, locali di ritrovo, palestre), il gas tende ad accumularsi sino a raggiungere concentrazioni che possono rappresentare un rischio importante per la salute. Gli edifici maggiormente a rischio sono quelli costruiti su suoli di origine vulcanica, fortemente permeabili o costruiti con materiali quali tufo, pozzolane, graniti; l’Italia rappresenta un paese a rischio, soprattutto nei centri storici, in cui è facile incontrare locali posti direttamente contro terra senza alcuna barriera.
La mappatura delle aree a rischio radon è affidato alle ARPA (Agenzie Regionali Protezione Ambientale).


